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Compartimentazione antincendio e pareti REI a Varese: la conformità non ammette errori di posa.

  • Immagine del redattore: Impresa edile Barone
    Impresa edile Barone
  • 18 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Nel settore dell'edilizia industriale e commerciale, la sicurezza passiva è il pilastro su cui si regge l'agibilità di un immobile. Per amministratori di condominio, Responsabili della Sicurezza (RSPP) e titolari d'impresa, la compartimentazione antincendio non è una voce di capitolato come le altre: è un obbligo normativo che impatta direttamente sulla responsabilità legale.

Spesso, però, si crea un pericoloso divario tra il progetto antincendio approvato sulla carta e la realtà esecutiva in cantiere. Il problema reale a Varese, dove il patrimonio immobiliare industriale è denso e spesso datato, è l'adeguamento normativo affidato a imprese generaliste che trattano una parete REI come un semplice divisorio in cartongesso. Questo approccio porta a un risultato critico: lavori apparentemente finiti, ma non certificabili.



Sigillatura attraversamenti impianti su parete REI 120]



Continuità della compartimentazione antincendio a Varese.


La compartimentazione ha lo scopo di suddividere l'edificio in aree delimitate da elementi costruttivi con una determinata classe di resistenza al fuoco. L'obiettivo è confinare l'incendio nel luogo di innesco per un tempo predefinito.

Il principio fondamentale che spesso viene ignorato è la continuità. Una parete certificata EI 120 perde totalmente la sua efficacia (e la sua certificabilità) se presenta anche solo una discontinuità millimetrica nei giunti, negli attraversamenti o nei raccordi con il solaio. Il fuoco e i gas caldi sfruttano ogni punto debole per propagarsi, vanificando la classe di resistenza dell'intero comparto.



Decodificare la prestazione: R, E, I

Quando un progettista prescrive una parete o un controsoffitto REI, sta definendo tre parametri prestazionali critici che l'impresa edile deve garantire tramite una posa conforme ai rapporti di prova:

  • R (Stabilità meccanica): La capacità dell'elemento costruttivo di conservare la resistenza meccanica sotto l'azione del fuoco. È fondamentale per le strutture portanti.

  • E (Tenuta): La capacità di impedire il passaggio di fiamme, vapori e gas caldi sul lato non esposto. È la barriera contro la propagazione dei fumi nocivi.

  • I (Isolamento termico): La capacità di ridurre la trasmissione del calore. Se sul lato esposto ci sono >600°C, sul lato freddo la temperatura deve rimanere entro limiti che impediscano l'auto-accensione dei materiali adiacenti (solitamente <140°C medi).

Un tramezzo di separazione tra un magazzino e gli uffici, ad esempio, sarà quasi sempre un EI 120 (Tenuta e Isolamento per 120 minuti), mentre una struttura portante necessiterà anche del requisito R.



Stratigrafia parete a secco EI 120 con isolamento in lana di roccia]



 La Certificazione di corretta posa



Acquistare lastre in calcio silicato o cartongesso ignifugo (Lastre tipo F) non rende una parete "antincendio". La resistenza al fuoco è una prestazione di sistema.

L'impresa esecutrice è tenuta a rilasciare la Dichiarazione di Corretta Posa in Opera (Mod. DICH. POSA), un documento in cui il titolare si assume la responsabilità civile e penale di aver eseguito il lavoro in conformità al prototipo testato in laboratorio.

Senza questa dichiarazione, o con una dichiarazione falsa perché il lavoro è stato eseguito male, il professionista antincendio non potrà mai depositare la SCIA, bloccando di fatto l'attività.



Le criticità operative (dove si fallisce)

Operando su cantieri complessi a Varese e provincia, riscontriamo spesso errori esecutivi fatti da mani inesperte che compromettono la certificazione:

  1. Attraversamenti Impiantistici non protetti: È l'errore più comune. Tubi corrugati elettrici o tubazioni idrauliche in PVC che attraversano una parete REI creano un "tunnel" per il fuoco. Vanno obbligatoriamente sigillati con collari intumescenti o sacchetti termo-espandenti certificati.

  2. Giunti di dilatazione errati: Le pareti alte (tipiche dei capannoni industriali) necessitano di giunti telescopici per permettere la dilatazione termica delle guide metalliche senza far collassare la struttura.

  3. Fissaggi non idonei: Tasselli in plastica che fondono a 200°C causeranno il crollo del controsoffitto molto prima dei 120 minuti previsti. Si utilizzano esclusivamente fissaggi metallici certificati al fuoco.


Ristrutturazione e adeguamento: come lavoriamo


La nostra impresa interviene sia in fase di nuova costruzione che di adeguamento di stabili esistenti (condomini, autorimesse, poli logistici). Il nostro approccio non è generalista, ma strutturale:

  1. Analisi del Progetto: Verifica delle richieste REI del progettista.

  2. Scelta del Sistema: Selezione del ciclo applicativo (Knauf, Gyproc, Promat) più idoneo e reperimento delle certificazioni di prova.

  3. Esecuzione Certificata: Posa in opera rigorosa, con particolare attenzione a sigillature e attraversamenti.

  4. Rilascio Documentazione: Fornitura immediata delle certificazioni dei materiali (Mod. DICH. PROD) e della dichiarazione di posa per il vostro tecnico.

Non rischiare sull'agibilità del tuo immobile. Se devi adeguare un compartimento antincendio o realizzare nuove divisioni REI, richiedi un confronto tecnico. Parliamo la stessa lingua dei tuoi progettisti e garantiamo la chiusura della pratica senza intoppi.



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